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Beppe Grillo contro D'Alema "Ma quale V-Day di violenza..."

Scintille tra il comico e il ministro, che lo aveva accusato di esprimere con la sua satira un'inutile violenza. Grillo: "Pericolose vecchiette e mamme con bimbi protobrigatisti urlanti e gente in bicicletta con il sopracciglio alzato"

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Beppe Grillo e Massimo D'Alema ROMA, 15 settembre 2007 —

UN BOTTA e risposta al vetriolo con D’Alema non sembra essere la credenziale migliore per esibirsi alla Festa dell’Unità. Sta di fatto che, stasera Beppe Grillo, l'ispiratore del Vaffa Day e alfiere dell’antipolitica, è atteso alla kermesse diessina di Milano. Nei giorni scorsi, dal Botteghino era filtrato un certo imbarazzo che oggi potrebbe trasformarsi in aperta presa di distanza.

 

Nodo del contendere, il confronto virtuale tra il comico e il ministro degli Esteri, che l’altra sera, dalla Festa nazionale dell'Unità di Bologna, aveva criticato chi «vuole distruggere i partiti e spaccare i denti ai politici», condannando «una carica di violenza che è totalmente inutile e non produce nulla di positivo». Anche perché, ha spiegato D'Alema, senza partiti «non vincerà il blog di Beppe Grillo ma chi ha soldi e Tv». E ancora: «Il Vaffa Day pone un problema, ma non riempie vuoti perché non dà risposte».


LA REAZIONE del comico genovese non si è fatta attendere, attraverso un testo pubblicato su internet, corredato di video. Una carica di violenza? Sì, scrive sarcastico Grillo, «pericolose vecchiette e mamme con bimbi protobrigatisti urlanti e gente in bicicletta con il sopracciglio alzato». A seguire, l'affondo: «Di carica, cari diessini, vi è rimasta solo quella dei 101 iscritti al Pd.

 

 

Il Papa è venuto in vostro aiuto. Ha dichiarato oggi che lo stato vegetativo è vita. C’è ancora speranza». E a D’Alema che parla di vuoto: «Gli italiani che protestano non sono l’antipolitica, ma la politica, vogliono fare politica. Sono semmai antipolitici, contrari a questi politici». Pillole del Grillo-pensiero che sono state travolte dalle opinioni dei visitatori (oltre 700 commenti in poco più di tre ore). C'è chi invoca un altro V-Day, chi parla di tabula rasa, chi rinnova il proprio vaffa a ministri e politici, ma anche chi prende le distanze e chiede a Grillo di non autocelebrarsi oppure di scegliere: «Beppe, o il politico o il comico; entrambe le cose non si possono fare».


ACCANTO al dibattito della rete, il movimento continua ad agitare le acque della politica. Ieri pomeriggio, ha detto la sua anche il presidente del Senato, Franco Marini, che ha premesso di essere un sostenitore della «critica e anche della satira dura». In questo caso, però, si è arrivati ad «una critica generalizzata delle istituzioni rappresentative», e io, conclude Marini, «non conosco democrazie che possono fare a meno dei partiti e dei parlamenti». E se Umberto Bossi liquida il tutto come antipolitica («È facile dire taglia qui, taglia là, riduci lo stipendio, ma alla fine sono barzellette»), il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, risponde lapidario: «Non mi faccio da parte se me lo dice Grillo, o me lo dice la formica o me lo dice la cicala». Più dialogante Enrico Letta, secondo il quale «non si può essere insensibili alle cose uscite da quella piazza».

DI MATTEO SPICUGLIA






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