19 settembre 2007
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -
evidentemente preoccupato per il clima di violenza antipolitica che sta
diffondendosi nel paese - coglie l'occasione del suo incontro con il mondo
dell'informazione per richiamare i giornalisti al senso di responsabilità che
deve caratterizzare ogni loro intervento. "La discussione è sempre aperta
- dice - sul come coniugare principio di libertà e principio di responsabilità,
anche e in particolare quando si informi, si indaghi, si denunci in materia di
politica e di istituzioni. Il punto, forse, è che si tratta di esercitare la
propria libertà di giornalisti, senza mai accettare censure o infliggersi
autocensure, sentendosi nello stesso tempo responsabili delle possibili
ricadute, dal punto di vista dell'interesse generale, di quel che si scrive e si
comunica." Napolitano è attento a non chiamarlo mai in causa direttamente, ma l'evidente richiamo è al fenomeno Grillo che - sostenuto e fomentato dai mass-media - sta incendiando gli animi in questi giorni. Mentre all'interno dei palazzi della politica molti fanno a gara (per usare le parole di Piero Fassino) ad "accarezzare la piazza nel verso del pelo" accentuando indirettamente il fenomeno, il Presidente della Repubblica assume una posizione distaccata, persino scomoda (non a caso accenna al fatto che sarebbe stato più comodo per lui tralasciare l'argomento), preoccupato che la cesura venutasi a creare fra politica e cittadini divenga presto insanabile. A sostegno delle sue argomentazioni Napolitano cita l'interesse più alto del "rafforzamento della vita democratica e delle istituzioni repubblicane" |














