Miracolo
- Il sangue si è liquefatto. Il prodigio si è rinnovato. Come ogni anno.
Napoli, 19 settembre 2007. Alle 9:31 il duca Riccardo Carafa della
deputazione di San Gennaro sventola il fazzoletto bianco, annunciando ai fedeli
l’avvenuto miracolo della liquefazione del sangue del santo partenopeo. Nel
Duomo, dove si svolge la cerimonia, il cardinale Crescenzio Sepe
mostra ai fedeli riuniti in preghiera l’ampolla con il sangue. E’
visibilmente emozionato. Subito dopo, si incammina lungo la navata centrale e
arriva tra la folla rimasta all’esterno della Cattedrale. Molti coloro che
vogliono baciare la sacra ampolla, a cui renderà omaggio anche papa Benedetto
XVI il prossimo 21 ottobre.
Poi, all’esterno del Duomo esplodono i fuochi di artificio.
Buon auspicio - Il prodigio quest’anno è avvenuto relativamente in
anticipo. Secondo tradizione la veloce liquefazione del sangue è di buon
auspicio per l’intera città di Napoli.
“Un segno prodigioso”, lo definisce l’arcivescovo di Napoli, “che
manifesta la vicinanza e la predilezione del Signore per questa nostra amata e
sofferente terra che, benedetta da Dio, tenta con ogni sforzo, in mezzo a mille
difficoltà di rendere pura, visibile e trasparente la sua fede in Gesù Cristo”.
Davanti a migliaia di fedeli Sepe ricorda che “la fede e la pietà del nostro
popolo sono riconosciuti dalla Chiesa, che legge in questo sensum fidei, la
volontà dei semplici e di tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero e
fedele.
Tramite la liquefazione del sangue, il martirio Gennaro rinnova la sua
benedizione sulla nostra diocesi, sulle attese e le speranze di ciascuno di noi”.
Praticare l’eroismo della quotidianità – E’ l’appello che il cardinale
Sepe rivolge ai fedeli durante l’omelia.
“A nessuno è consentito di mettere la sordina o di chiudere la finestra
perché considerati molesti i rumori provenienti da fuori”. Rumori che possono
trasformarsi, secondo l'arcivescovo, in presagi funesti. Non bisogna rassegnarsi
"a considerare endemici i problemi di Napoli".
Occorre "l'impegno ed il coraggio di tutti" anche se non occorrono "eroi, ma
eroismo della quotidianità, discreto e faticoso, ma efficace per sanare un
tessuto lacerato in alcune sue parti". A Napoli sono necessarie meno parole e
impegni concreti. “C'è crisi di valori e certezze. Davanti a noi ci sono
sfide non impossibili, ma sappiamo che questa città ha bisogno di impegni
concreti che sappiano rispondere alle esigenze e alle urgenze soprattutto dei
più poveri, dei più giovani e dei più deboli".
Tre volte l’anno – Il miracolo della liquefazione del sangue di San
Gennaro avviene tre volte l'anno: il 19 settembre, data in cui il santo
fu decapitato nel 305 d.C.; il 16 dicembre, nell'anniversario di una
terribile eruzione del Vesuvio arrestata, secondo credenza popolare, per
intercessione di San Gennaro; la prima domenica di maggio, in ricordo
della traslazione delle spoglie mortali da Pozzuoli alle catacombe di
Capodimonte.
La liquefazione del sangue fu annoverata, per la prima volta, nel 1389 e
da quel momento studiosi, religiosi, scienziati e ricercatori di tutto il mondo
hanno tentato di dare una spiegazione scientifica al prodigio.