L'iniziativa del Ministro di Giustizia Clemente Mastella, volta ad
allontanare dall'incarico due magistrati che stanno lavorando ad
un'inchiesta che lo vede coinvolto (seppur non direttamente) ha destato
reazioni diverse.
Gli inquirenti stanno infatti vagliando la possibilità che nell'incartamento
dell'indagine chiamata “Why Not”, le telefonate che Mastella ha fatto alle
persone coinvolte, si rivelino probanti dal punto di vista legale.
Ma nell'inchiesta in questione è coinvolto anche il Premier Romano Prodi
che potrebbe essere colpevole di abuso d'ufficio. Quindi, oltre al sospetto
che Mastella ha attirato su di sé per aver chiesto il trasferimento
cautelare di De Magistris e Lombardi proprio mentre questi stavano indagando
su un caso che lo vede in un certo senso coinvolto, resta il fatto che il
tempismo di tale richiesta sembra sbagliato. Anche se lo stesso Ministero di
Giustizia ha precisato in una nota che le richieste di Mastella “sono state
formulate nell'esclusivo interesse del buon funzionamento della giustizia”.
Interpellato dai giornalisti all'uscita del suo ufficio De Magistris ha
dichiarato di “sentirsi sereno” e di essere determinato a portare avanti
l'indagine. Variegate le reazioni dei politici: si va da quella del
capogruppo al Senato di Prc, Giovanni Russo Spena, il quale ha auspicato che
l'iniziativa del Ministro Mastella “non sia nata in ambiti impropri e non
abbia dentro la compagine governativa altri segni che non siano quelli che
Mastella deve appunto spiegare”. Passando per quella di Donnici, il quale
occupa un seggio al parlamento Europeo per L'Italia dei Valori che crede
l'iniziativa “viziata all'origine da conflitto di interessi” e quindi
inapplicabile. Fino ad arrivare a Mancini, deputato dello Sdi che ha parlato
di “iniziativa devastante come la strage di Capaci”.