24 settembre
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Le grandi manovre ora in corso in Italia indicano che
dobbiamo prepararci all'arrivo di un imminente tsunami politico. I primi segnali, apparentemente insignificanti, riguardano la costante messa in ballo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad ogni azione controversa del Governo. Dopotutto, ci si chiede, l'opposizione sa che un Presidente ex-comunista non bacchetterá mai l'attuale maggioranza di centro-sinistra. Allora, a che cosa servono tutti questi piagnistei del centro-destra? Poi é arrivato Silvio Berlusconi con Michela Vittoria Brambilla (MVB) per ricompattare tutto il centro-destra facendolo unire contro di lei. In un fondo su “L'Espresso”, il giornalista politologo Giampaolo Pansa, afferma che il centro-sinistra é un “morto che cammina” e che “Berlusconi deve fare ora il Partito della Libertá per risollevare la democrazia italiana da uno stato comatoso.” Questi sono tre elementi importanti che vanno sia analizzati individualmente che nel contesto dell'evoluzione politica, poiché sono interconnessi e rappresentano le grandi manovre accennate prima. Cominciamo dal centro-destra che tira il presidente Napolitano per la giacca, prendendo come esempio l'ultimo avvenimento che é la sostituzione del consigliere Rai in quota Forza Italia (FI), Angelo Maria Petroni, con Fabiano Fabiani del centro-sinistra. Un Governo “vivo” avrebbe presentato al centro-destra una rosa di candidati approvati dal centro-sinistra fra i quali l'opposizione avrebbe scelto il nuovo consigliere Rai. Invece no, il Governo di Romano Prodi ha imposto un suo uomo senza neppure preoccuparsi di sembrare arrogante. Prevedibilmente, il centro-destra é insorto accusando, ancora una volta, il centro-sinistra di aver “occupato” tutte le poltrone e, di nuovo, implorando il presidente Napolitano d'intervenire. La ripetizione ad nauseam di queste accuse (occupazione delle poltrone ed intervento del Presidente) é importante perché anticipa che quando il centro-destra tornerá al potere, l'opposizione non riceverá nemmeno le briciole. Naturalmente le implorazioni al Presidente della Repubblica, che si faranno sicuramente sentire, non potranno avere nessun effetto pratico. Entra in scena MVB. Una 40nne bella e vistosa alla quale piace mostrare le calze autoreggenti in televisione mentre parla di politica. Naturalmente fa colpo sull'opinione pubblica perché fa scena. Il pubblico, peró, é troppo distratto da minigonne e tacchi a spillo per afferrare il messaggio politico del Partito della Libertá (PdL): una nuova federazione del centro-destra. I politici, invece, non si lasciano sedurre dalle lunghe gambe della MVB e afferrano al volo il messaggio che questa porta da parte di Berlusconi. L'operazione MVB, poi, é cosí mastodontica da intimorire tutti i leader che fanno parte della coalizione di centro-destra raccolti nella Casa della Libertá. Questa infatti include televisione, giornale, sito Web e circoli locali. Per sottolineare l'ampiezza dell'operazione, tutto l'archivio storico di MVB, una ex modella di intimo Omsa ed ex Miss Romagna (1986), é stato cancellato. In altre parole, non si trovano piú foto e resoconti stampa di MVB se non quelli ufficiali. Sia la stampa seria che quella scandalistica non riesce a trovare nemmeno un ex fidanzato al quale strappare qualcosa di titillante. Berlusconi ha creato MVB perché esausto dei battibecchi tra alleati in combutta per l'ereditá della sua leadership. Gli alleati vogliono un PdL, ma appena si é scoperto che Gianfranco Fini, come leader di AN (il secondo partito dopo FI nella coalizione) sarebbe stato il vice presidente, e quindi il de-facto erede di Berlusconi, tutti hanno cominciato a fare storie. MVB é costata a Berlusconi tanti soldi ed una poltrona nel suo prossimo governo, ma ha fatto sí da ricompattare gli alleati, seppur solamente come fronte opposto a lei. Ad ogni modo, MVB rimane un'ottima frusta per Berlusconi, mentre il PdL rappresenta la carota. Ci sono da interpretare anche i messaggi lanciati dal'ex comunista Pansa, dalle pagine del “L'Espresso”, il settimanale dell'ing. Carlo De Benedetti. Recentemente, dopo l'uscita di scena dell'avv. Gianni Agnelli, i rimanenti pretendenti al trono dell'Italia, Berlusconi e De Benedetti, volevano conciliarsi, ma l'ingegnere é stato travolto da un'ondata di opposizione di una sinistra che non gli permetterebbe nessun approccio con Berlusconi, anche se, alla fine, a beneficiarne sarebbe stato il Paese. Ed ecco, quindi, che Pansa segnala il distacco dell'ingegnere verso quella sinistra che, in passato, ha coltivato e nutrito (ed aizzato contro Berlusconi), ma che ora é diventata troppo intransigente. Da stratega, De Benedetti si stará anche preparando al “dopo-Prodi” con scarse risorse riservate al centro-sinistra. L'immagine politica sta ora prendendo forma e le grandi manovre assumono un significato chiaro. # Dom Serafini / Le Notizie USA |














