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Finanziaria, Prodi tenta una sintesi dopo la bocciatura della sinistra
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27 settembre 2007

Romano Prodi

Meno di 48 ore per riscrivere la Finanziaria e mettere d'accordo le varie anime della maggioranza. E' il compito arduo del presidente del Consiglio Romano Prodi, che dopo il vertice di ieri notte a Palazzo Chigi prosegue oggi i contatti con i maggiori esponenti del centrosinistra, anche se per ora non è convocata alcuna nuova riunione. Il Consiglio dei ministri è convocato venerdì alle 16.00.  

La bocciatura della sinistra
Alla fine del vertice di maggioranza, ieri notte, il premier ha di nuovo difeso a spada tratta la manovra prima illustrata dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, assicurando gli alleati che tenterà una nuova sintesi e porterà altre proposte al tavolo per chiudere la finanziaria in 48 ore.

Il premier ha spiegato che la tassazione delle rendite non si può fare ora, nonostante fosse prevista nel Dpef, a causa della crisi dei mutui subprime. Prodi ha rivendicato l'onere di confermare la misura entro la legislatura, ma di rinviarla quest'anno per la presenza di una crisi dei mercati internazionali.

Prodi ha anche sottolineato l'importanza del piano casa ("Per la prima volta dopo decenni c'è una politica della casa") e rivendicato il risultato ottenuto finora, che porterà a non avere nessun aumento della pressione fiscale.

Il sostegno di Fassino 
Prodi ha 'aperto' inoltre sul pacchetto welfare e sul precariato, sostenuto dal segretario Ds Piero Fassino."Nessuna fase di stallo, non c'è alcuna ragione per drammatizzare. Ciascuno ha espresso la sua posizione e del resto questa riunione era stata convocata per questo, per raccogliere pareri e proposte. Ora spetta al presidente del Consiglio e al ministro dell'Economia trarre una sintesi per portare in Consiglio dei Ministri una Finanziaria condivisa", ha detto uscendo da Palazzo Chigi il segretario dei Ds.

 

Prc e Sinistra democratica restano però su posizioni critiche al termine della riunione. "La nostra posizione per ora non cambia - dice il segretario di Rifondazione Franco Giordano - e ora aspettiamo che il presidente del Consiglio nel corso della giornata proceda a un giro di consultazioni e incontri per un confronto sui diversi temi, a partire dalla redistribuzione delle risorse".

Per il ministro dell'Università Fabio Mussi la ricetta è la stessa: "Lo scorso anno eravamo in una situazione di emergenza e la sinistra non ha fatto mancare il proprio appoggio. Ma ora è necessario un colpo d'ala che rimetta il governo in comunicazione con i cittadini sul fronte della redistribuzione delle risorse e degli investimenti in capitale umano".







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