Fort Lauderdale
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5 Settembre 2009
Chiusura
dei consolati. Patronati responsabili degli
"indebiti pensionistici" INPS. di Giampiero Pallotta
I “magnifici”,
alias i 18 parlamentari
eletti all’estero, stanno
vivendo nel “tormento”
i loro 45 giorni di vacanza.
Non dormono sonni tranquilli,
tanto sono preoccupati per
la chiusura di 21 dei 119
consolati italiani.
Angosciati, gli insonni 18 “magnifici”,
si interrogano: “Come
faranno i poveri italiani
residenti all’estero senza
piu’ gli importanti e
professionali servizi dei
consolati?”.
Per far recedere il
Ministero degli Esteri da
questa “scandalosa”
iniziativa (definita cosi’
dai “due”,
ovvero Nino Randazzo e Marco
Fedi), prima di andare in
ferie avevano organizzato
alcune manifestazioni.
Speravano nella
partecipazione di folle “oceaniche”
con fischietti e cappellini
rossi. Le “cronache”
hanno documentato gruppetti
(sei/sette persone)
tranquillamente in posa per
la foto ricordo. Anziani “immortalati”
in atteggiamento tranquillo
e rilassato. Tanto per
trascorrere una giornata
spensierata tra amici,
diversa da quelle solite:
tanto per ammazzare
la noia. Ma
veramente preoccupa tanto
gli italiani nel mondo la
decisione del Ministero
degli Esteri di procedere
alla ristrutturazione della
rete diplomatica? La
stragrande maggioranza degli
italiani sa che bisogna
rendere piu’ efficienti i
servizi e risparmiare il piu’
possibile denaro pubblico.
Con quei risparmi si
finanzierebbero progetti piu’
urgenti ed importanti come,
ad esempio, l’assistenza ai
piu’ bisognosi e
l’insegnamento della lingua
italiana. Ma cosa veramente
pensano gli italiani nel
mondo dei servizi che
ricevono dai consolati? C’e’
lo fa sapere il signor
Adolfo De Martino
del Venezuela
in una sua lettera
pubblicata, tempo fa’, su
alcuni giornali on-line. De
Martino si chiede. “Perché
chiudere i Consolati
e non ridimensionare invece
le paghe da nababbi e gli
sperperi? : i
trasferimenti "utili" solo
politicamente ed
infinitamente costosi di
funzionari Consolari,
generalmente INETTI e che
trasportano con loro
masserizie, domestici e...
oltre all'oltraggio
di case pagate
profumatamente?
Basterebbe solo il Console
nella sua funzione
diplomatica. Perché non
assumere personale locale
che se non altro parla
l'inglese ed al rispetto per
il lavoro e gli orari locali!!
- tanto per cambiare- ed ad
intenso training
perché imparino la cortesia,
le buone maniere e
l'efficienza. E
visto che ci siamo perché
poi non eliminare
l'atteggiamento pomposo e di
superiorità oltre che
incivile e scortese
che il personale Consolare
ha oggi ed ha avuto da
sempre? Perché non Insegnare
loro che sono solo
piu' fortunati, e
che l'ignoranza o l'ottusità'
che a volte incontrano al
massimo va compatita e NON
giudicata. Perché non
insegnare loro che il loro
compito piu' squisito e'
infatti IL SERVIZIO a
lettere maiuscole, servizio
al poveraccio che e' rimasto
"emarginato"
a volte sgobbando, senza
aver per questo perduto il
diritto al rispetto ed a
tutto l'aiuto che gli spetta
per legge. Perché non
instillare in loro che il
loro lavoro e' di semplici
impiegati...al servizio e
NON AL DI SOPRA di altri? Al
di sopra di che? di chi???
DI CHIIII????? Il mondo sta'
cambiando, che SI SVEGLINO e
che cambi anche la
burocrazia Italiana una
volta per tutte. Senza
chiacchiere inutili, senza
rivendicazioni, ma con
razionale e civile urgenza.
Signor Ministro ci pensi e
provveda, subito! Siamo
stati rappresentati
all'estero nel peggiore dei
modi e per troppo a lungo
tempo.” Quanti italiani
residenti all’estero
sottoscriverebbero questa
lettera? Senza dubbio la
stragrande maggioranza. E’
credibile che l’Italia, che
fa parte del G8, voglia
smantellare la sua rete
diplomatico-consolare?
NO. Vuole
soltanto evitare lo sperpero
di denaro pubblico ed
aumentare l’efficienza dei
servizi. La ristrutturazione
della rete diplomatica
porterà un modesto risparmio
di 8 milioni e mezzo di
euro. Questa “inezia”,
pero’, andrà ad aggiungersi
ai piu’ “consistentii”
risparmi in programma, tutti
insieme, costituiranno
un’ingente risparmio di
denaro pubblico. La mannaia
calerà pesantemente sulle
spese della Presidenza della
Repubblica: costa 26
volte piu’ di Re
Juan Carlos, 4 volte
piu’ della Regina
Elisabetta e 2 volte
piu’ di Sarkozy. Il
Parlamento riformato avrà il
50% in meno
dei parlamentari attuali.
Ora le due Camere costano
come due parlamenti
francesi, due
parlamenti e mezzo
spagnoli o, addirittura,
cinque parlamenti
inglesi. Le 574.215
auto “blu”
saranno ridotte al minimo
essenziale. Saranno
soppresse le provincie e le
comunità montane,
che spendono cifre
astronomiche. Il
compito che attende il
governo Berlusconi e’ immane,
forse non saranno
sufficienti i restanti
quattro anni (scarsi) di
legislatura ma, certamente,
nel 2013 l’Italia sarà molto
piu’ efficiente di oggi a
beneficio dei governi futuri.
I “magnifici”
18, piuttosto di sobillare
la piazza e spingerla a
manifestazioni “fallimentari”
patetiche quanto inutili
contro la sacrosanta
chiusura di alcuni consolati,
impieghino il loro tempo piu’
seriamente. S’impegnino per
la soluzione definitiva
degli “indebiti
pensionistici”
INPS. Dal Il Corriere
della Sera, del 16
luglio 2002, pagina 37: “Pensioni
agli emigrati. Come noto il
governo italiano, nell'
intento, peraltro pregevole,
di assegnare il famoso
milione di lire di pensione
minima mensile al maggior
numero di pensionati
italiani, dopo i primi
rigorosi controlli
reddituali indicati dalla
legge e predisposti dai Caf
(Centri Assistenza Fiscale -
dei Sindacati) e dai
patronati, ritenuti
colpevoli di un' azione di
boicottaggio politico
antiberlusconiano,
ha accettato anche le
domande presentate dai
pensionati con una semplice
autocertificazione. È
notizia proprio dei giorni
scorsi (fornita in
Parlamento dal
sottosegretario al Lavoro
Pasquale Viespoli)
che ben il 20% dei
pensionati che si sono
avvalsi dell'
autocertificazione
sono risultati avere redditi
superiori a quello
prescritto e quindi dovranno
restituire all' Inps quanto
indebitamente percepito”.
La legge finanziaria 2002 (articolo
49, punto 1, della legge 27
dicembre 2002, n. 289),
precisa che i pensionati
residenti all’estero, hanno
l’obbligo annuale di
dichiarare i seguenti
redditi di cui beneficiano
all’estero: a)
redditi previdenziali
italiani ed esteri;
b) redditi da lavoro;
c) redditi
immobiliari con esclusione
della prima casa di
abitazione; d)
redditi di capitali
e di partecipazione;
e) redditi a
carattere assistenziale.
L’importo di tali redditi,
e’ importante per
determinare il diritto a
percepire sulla pensione una
serie di prestazioni, che
vengono dette di carattere “non
contributivo”,
ma “assistenziale”,
quali l’integrazione al
trattamento minimo, le
maggiorazioni sociali, gli
assegni per il nucleo
familiare ecc. La stragrande
maggioranza dei pensionati
hanno inviato all’INPS la
verificare dei redditi “tramite
i Patronati”.
L’INPS, dall’esame dei
redditi dichiarati, ha
riscontrato che stava
pagando, per alcuni
pensionati, degli importi di
pensione in misura superiore
al dovuto e, di
conseguenza, ha
inviato una comunicazione
che avrebbero
ridotto la pensione. A
tutela dei pensionati, è
stata data la possibilità di
verificare ulteriormente
l’esattezza delle
comunicazioni ricevute
dall’INPS,
ricorrendo sempre all’aiuto
degli Enti di Patronato,
ai quali l’INPS ha dato la
possibilità di verificare
on-line i modelli relativi
al calcolo degli indebiti
formatosi (modelli TE08). Se
dovessero essere riscontrati
degli errori, i
Patronati possono
trasmettere, sempre on-line,
delle dichiarazioni
integrative, che andranno a
rettificare sia l’importo
dei debiti che l’importo
della rata di pensione.
In definitiva i
Patronati hanno la
possibilità di verificare e
di modificare le precedenti
dichiarazioni reddituali
inviate all’INPS.
Ma quando e’
iniziato l’inghippo?Durante la domanda
di pensione iniziale,
la maggior parte
degli errori sono stati
commessi dai Patronati
per “favorire”
i loro clienti. I gestori
dei Patronati, vengono
pagati a secondo il
punteggio che acquisiscono:
piu’ “clienti”,
piu’ punti,
quindi, piu’ soldi.
Per accaparrarsi il maggior
numero di “clienti”,
si e’ scatenata una forte
concorrenza tra i vari
Patronati i quali
tutti dipendono dai
sindacati di ogni sigla.
Negli accertamenti
reddituali successivi da
parte dell’INPS (moduli RED)
e’ cascato l’asino.
Siccome le bugie
hanno le gambe corte,
e’ venuta a galla la
verità. Ora i
Patronati (ed
alcuni dei 18 “magnifici”,
vedi Randazzo, Bucchino, ma
non solo) incolpano l’INPS
di “vessare”
i pensionati con le lettere
degli indebiti. Molti dei “magnifici”
18 erano dirigenti
dei vari Patronati.
Per loro fortuna ora hanno
l’insperata opportunita’ di
rimediare al pessimo
servizio fornito dai
Patronati. Per
onestà, correttezza e
giustizia
dovrebbero iniziare
un’azione “unitaria”
per far applicare la
disposizione dell'art.8,
comma 1, del d.P.R. n.
538/86, che dispone, al
comma 1, che: "Nel
caso in cui, in conseguenza
del provvedimento revocato o
modificato, siano state
riscosse rate di pensione o
di assegno ovvero indennità,
risultanti non dovute, non
si fa luogo a recupero delle
somme corrisposte, salvo che
la revoca o la modifica
siano state disposte in
seguito all'accertamento di
fatto doloso dell'interessato".
I presupposti per
l’applicazione della
richiamata disposizione sono
quindi l’assenza di
dolo da parte del pensionato.
I pensionati, che si sono
rivolti ai Patronati,
sono stati indotti
all’errore dai gestori degli
Enti di Patronato.
I “magnifici”
18 debbono obbligare i
Patronati di
rimborsare all’INPS
gli importi che ha pagato “indebitamente”
per loro colpa.
I “magnifici”
18 debbono vincere questa
importante battaglia
per fare giustizia.
Per salvaguardare i
sacrosanti interessi degli “innocenti
ed inconsapevoli pensionati”
e per impedire lo
sperpero del denaro pubblico
dell’INPS. Chi
sbaglia paga!
Per lo piu’ gli errori sono
stati commessi dai Patronati
che sono “filiali”
dei sindacati che hanno le
casse strapiene di milioni
di euro. Paghino per
i loro gravi errori
e restituiscano
la meritata pace ai
pensionati.